Etna, il nuovo rover italiano per l'esplorazione lunare, progetto coordinato da prof. Marcello Chiaberge
Il DET contribuisce allo sviluppo di Etna, il rover italiano per l’esplorazione della Luna
Il Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET) del Politecnico di Torino è tra i protagonisti dello sviluppo di Etna, il nuovo rover italiano progettato per testare tecnologie fondamentali per le future missioni di esplorazione lunare. Il nome del veicolo è stato scelto dal pubblico attraverso un sondaggio su Instagram promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
Etna è stato sviluppato nell’ambito del programma Universal Locomotion System (ULS), interamente finanziato dall’ASI e coordinato da THALES Alenia Space, con il contributo di Leonardo, IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, ALTEC, AIKO, Volta Structural Energy e del Centro Interdipartimentale PIC4SeR del Politecnico di Torino.
Nelle scorse settimane il rover ha completato una nuova campagna di prove sui terreni vulcanici dell’Etna, scelti perché le loro caratteristiche morfologiche – pendenze elevate, substrato granulare e assenza di vegetazione – riproducono alcune delle condizioni tipiche della superficie lunare. Questi test fanno seguito alla prima fase di validazione svolta presso le strutture di ALTEC a Torino.
Il nome Etna, acronimo di Exploration Technology for Navigation & Autonomy, identifica una piattaforma robotica progettata per muoversi autonomamente in ambienti estremi. Durante la campagna di test sono state validate le capacità di navigazione autonoma e teleoperata, gli algoritmi di localizzazione, mappatura e pianificazione del percorso, il sottosistema elettrico di potenza e distribuzione e l’interfaccia per il controllo e il monitoraggio in tempo reale. Il rover ha inoltre dimostrato la capacità di riconfigurarsi in presenza di guasti simulati, come il malfunzionamento di ruote o sistemi di sterzo, una caratteristica fondamentale per future missioni spaziali di lunga durata.
Il contributo del DET è stato coordinato dal prof. Marcello Chiaberge, docente del Dipartimento, coordinatore del Centro Interdipartimentale PIC4SeR e referente del progetto per il Politecnico di Torino. Il gruppo di ricerca ha sviluppato alcuni dei payload più innovativi del rover, tra cui il drone autonomo incaricato dell’esplorazione dell’ambiente circostante e della classificazione del terreno e il sistema per il rilascio controllato di sensori sulla superficie. Il team ha inoltre collaborato con THALES Alenia Space alla progettazione dell’architettura modulare di gestione dell’energia e dei dati a bordo del veicolo.
Tra le tecnologie dimostrate durante la campagna sperimentale figurano anche sistemi per la raccolta della regolite lunare, il docking autonomo con una stazione di ricarica e la ricarica automatica del rover, funzionalità pensate per consentire operazioni prolungate senza intervento umano e supportare le future attività di esplorazione e realizzazione di basi permanenti sulla Luna.
L’iniziativa mira a mettere a disposizione della comunità scientifica e industriale una piattaforma aperta per testare nuove tecnologie e accelerare il trasferimento tecnologico verso le prossime missioni spaziali.
«Il progetto ULS è l’ulteriore dimostrazione di come il nostro territorio sia in grado di coniugare ricerca e innovazione nel settore spaziale ad altissimi livelli. Attraverso questo progetto siamo riusciti a realizzare non solo un veicolo innovativo ma anche a creare un team industriale e scientifico nel settore della robotica spaziale di superficie che potrà portare avanti importanti lavori nell’immediato futuro», commenta Marcello Chiaberge, docente del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni, coordinatore del Centro Interdipartimentale PIC4SeR e referente del progetto lato Politecnico.